domenica 15 marzo 2015

182. La Rosa dei 32 Venti

e sotto il maestrale       
urla e biancheggia il mar
                                                                   San Martino di Giosuè Carducci

Sfuggito al Ciclope, Ulisse raggiunse l'isola di Eolo, il re dei venti, che lo accolse ospitalmente e gli diede un otre di pelle di bue, contenente tutti i venti, fuorché una brezza favorevole, che doveva riportarlo direttamente a Itaca.
E già si potevano scorgere i fuochi accesi dai pastori nell'isola, allorché l'eroe si addormentò; i compagni, credendo che l'otre di Eolo contenesse oro, l'aprirono e i venti ne scapparono via provocando un uragano che sospinse le navi nella direzione opposta.
 
Il vento non è solo un fenomeno atmosferico, è un qualche cosa di ancestrale memoria che ci provoca forti emozioni ed ha permesso all’uomo di solcare i mari e scoprire nuove terre.
 





Nord:       Tramontana
Aquilone
NNE:             Bora
Bacio
Nord-Est:     Grecale

Volturno
ENE:             Schiavo
Garigliano
 

Est:          Levante
Goro
ESE:             Solano
Altano
Sud-Est:       Scirocco
Euro
SSE:             Africo
Eolo
 

Sud:           Ostro
Garbino
SSO:             Gauro
Favonio
Sud-Ovest: Libeccio
Espero
OSO:             Etesia
Gallico
 

Ovest:       Ponente
Cecia
ONO:             Traversone
Vespero
Nord-Ovest: Maestrale
Cauro
NNO:             Zefiro
Brunale
 
 
L’idea di scrivere questo post mi è venuta parlando con un albergatore della riviera romagnola. In una sera d’estate mi raccontava del Garbino che, essendo un vento simile al Libeccio, durante la stagione estiva soffia come brezza di terra in condizioni di stabilità atmosferica. Lo stesso vento, però, nell'Italia meridionale è conosciuto molto bene per il calore che porta con sé, ma soprattutto la sabbia, proveniente dal deserto del Sahara.
Il nome Garbino sembra un nome tipico delle regioni dell’Italia centrale, mentre deriva dall’arabo gharbi, ovvero occidentale.


La rosa dei venti più semplice è quella a 4 punte dei soli 4 punti cardinali:

 Nord     -  N     0°  -  dal quale spira il vento detto  Tramontana

 Est        -  E    90° - dal quale spira il vento detto   Levante

 Sud       -  S  180° - dal quale spira il vento detto   Ostro   (o Mezzogiorno)

 Ovest    - W  270° - dal quale spira il vento detto   Ponente

Levante e Ponente derivano il loro nome dalle direzioni ove sorge o tramonta il Sole; Tramontana potrebbe avere diverse origini: o trans montes (ovvero al di là dei monti) riferita al fatto che spira dal cuore delle Alpi, ovvero dal nord, oppure deriva dal paese di Tramonti, situato a nord della repubblica marinara di Amalfi; infine Ostro deriva dal latino Auster (vento australe).

I nomi delle direzioni NE, SE, SO e NO derivano dal fatto che la rosa dei venti veniva raffigurata, nelle prime rappresentazioni cartografiche del Mediterraneo vicino all'isola di Malta che diveniva così anche il punto di riferimento per indicare la direzione di provenienza del vento.

In quella posizione, le varie direzioni indicavano:

a NE la Grecia, da cui il nome Grecale;

a SE la Siria, da cui il nome Scirocco;

a SO la Libia, che comprendeva anche Tunisia e Algeria, da cui Libeccio;

a NO si trovava Roma, la Magistra, Maestrale (via “maestra”).


Si narra che il geografo Eratostene di Cirene (ca.200 a.C.), comprendendo che più venti presentavano solo leggere varianti, ridusse i dodici venti usati dai romani agli otto principali. Egli dedusse che c'erano in realtà solo otto settori di uguale ampiezza e che gli altri venti non erano altro che varianti di questi otto venti principali. Se ciò fosse vero, Eratostene sarebbe l'inventore della rosa dei venti ad otto punte.
Quest’ultima fu in seguito sostituita dalla moderna rosa dei venti (a 16 o a 32 punte), adottata dai marinai durante il Medioevo.

Dei 32 venti, oltre a quelli già citati, ne vorrei menzionare altri 2.

La Bora è un vento che arriva dalla Dalmazia e dalle Alpi Giulie.
Prende il nome dal croato Bura (tempesta di neve). E’ un vento freddo e secco, violento, che spira sulle regioni dell’alto Adriatico.
I sofisti del vento fanno distinzione tra Bora chiara e Bora scura. La Bora chiara di solito è presente in inverno a temperature basse, portando ghiaccio nelle giornate di cielo sereno, dimostrandosi di norma meno intensa e pericolosa della Bora scura preannunciata da nubi e piogge.
Nel febbraio 2012 sul molo Fratelli Bandiera di Trieste si è registrata una raffica di ben 50.8 m/s, ossia quasi 182.88 km orari. In alcune località della Slovenia e della Dalmazia, per esempio sul ponte sospeso dell'Isola di Veglia la Bora ha raggiunto i 220/250 km orari.
 
Il Favonio (detto anche Föhn in tedesco) è un vento caldo e secco che può presentarsi, in differenti configurazioni, su entrambi i lati della catena alpina. Lo stesso vento che prima delle Alpi risulta di temperature particolarmente rigide, arriva in Italia con temperature molto più miti.
Una corrente d'aria, nel superare una catena montuosa, perde parte della propria umidità in precipitazioni (pioggia o neve). Quando la corrente sale verso l'alto, infatti, l'aria si espande raffreddandosi; se la condensazione del vapore acqueo sfocia in precipitazioni, non si ritorna alle condizioni dalle quali si è partiti e l'aria arriva a valle con una temperatura più alta di quella di partenza.


   Aneddoto: l'asciugacapelli (colloquialmente chiamato fon o fohn) deve il suo nome a questo vento che in Italia arriva caldo e secco, facendo asciugare i panni stesi. Viene spesso riportato, meno giustificatamente, nella variante grafica phon. Sarebbe più corretto scrivere Föhn o Foehn (con la maiuscola, visto che i sostantivi tedeschi hanno sempre la maiuscola).
 

Federico II (ancora lui) fece costruire una torre ottagonale, in cima a un dosso dell’altopiano della città di Enna a poche centinaia di metri dal centro geografico della Sicilia.
Non è casuale la forma ottagonale, con le esposizioni delle pareti rappresentanti la direzione dei venti.
Anche a Castel del Monte si può comprendere la periodicità dei venti del Mediterraneo verificando su quale delle molte pareti è in arrivo la raffica di vento.
 
A chi volesse leggere un bel libro che parla di questo argomento consiglio il libro di:
Enrico Gurioli – “Il piccolo libro dei venti”, ed. Pendragon, da cui ho tratto alcuni brani.
 
 
  
 
 
 

1 commento:

  1. Mi permetto di aggiungere che nell'Agorà di Atene sorge tuttora la Torre dei Venti, edificio ottagonale in marmo che aveva una banderuola in cima, ad indicare la direzione del vento, e su ciascuna faccia un fregio per identificare il vento specifico (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_dei_Venti).
    Ciao, Giorgio

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