domenica 24 maggio 2026

288. Illuminazione pubblica

Nel post 171. Una Miriade di comuni - Illuminazione pubblica si era visto come i consumi elettrici nazionali per l'illuminazione pubblica calassero, restando comunque alti rispetto alla media dell'Unione europea.

Nel 2013 l'Italia ha impiegato 5.977 milioni di chilowattora per l'illuminazione stradale, facendo registrare un calo del 4,5% rispetto al 2012, quando i consumi avevano toccato quota 6.261 milioni di kWh.


E negli anni successivi come sono andati i consumi?


Qui di seguito sono riportati i consumi italiani per l'illuminazione pubblica per alcuni anni compresi tra il 2012 e il 2024, di seguito i valori (x 4 anni) suddivisi per aree geografiche.






Il consumo di energia elettrica per illuminazione pubblica in Italia tra il 2012 e il 2019 è comunque stato relativamente stabile intorno ai 6.000 GWh, mentre è crollato a 5.146 GWh nel 2020, probabilmente a seguito della crisi pandemica. La soluzione per ridurre il consumo di illuminazione pubblica, adottata da circa il 60 per cento dei comuni italiani, è stata quella di sostituire i lampioni con luce al sodio con lampade a LED (Light Emitting Diode). I LED sono sorgenti più efficienti in quanto sono in grado di convertire oltre il 50 per cento in più di potenza elettrica (watt) in luce (lumen) rispetto alle lampade al sodio, abbassando quindi notevolmente sia il costo sia il consumo di energia elettrica.

Quest’utilizzo permetterebbe di ridurre ulteriormente la quantità di luce in funzione dell’effettiva necessità di fruizione della stessa. Ma una delle principali spiegazioni della mancata drastica riduzione, cioè dietro l’elevato consumo di illuminazione pubblica è l’eccessivo numero di nuovi punti luce e di maggior potenza installata.

In sintesi: gli impianti a LED potrebbero essere una soluzione, ma, purtroppo, la loro diffusione ha dato risultati inferiori al previsto.


Infatti, i consumi non sono scesi in modo significativo anzi in molti casi hanno peggiorato la situazione perché il minor costo dei LED ha spesso incentivato l’installazione di nuovi punti luce, comportando quindi un maggior consumo.

Inoltre, sono state quasi esclusivamente impiegate sorgenti a LED bianche, a luce fredda da 4000K o superiore. Sarebbe stato molto meglio impiegare sorgenti a LED calde, da 3000K o inferiore, che oggi hanno un’efficienza quasi analoga e una qualità della luce / eco-sostenibilità superiore. I LED bianchi sono infatti associati a un maggior inquinamento luminoso dato che emettono un’elevata quantità di luce blu. Quest’ultima è la luce più inquinante in assoluto in quanto si diffonde maggiormente nell’atmosfera e ha anche un importante impatto sulla salute umana e animale perché inibisce la produzione notturna di melatonina, fondamentale per il nostro orologio biologico.


La luce bianca, ed in particolare la luce calda, richiede che parte dello spettro blu del LED venga convertita in giallo tramite fosfori e questo comporta una perdita di efficienza.

Potete trovare una spiegazione qui: 179. Anno Luce (Blu)




Infine, un impianto contenente il doppio di pali rispetto a quelli necessari costa maggiormente alla collettività, per la realizzazione, il consumo di energia e la manutenzione per tutta la vita utile dell’impianto.


Picturing Earth in a New Light - NASA Science



La mappa sopra mostra variazioni di luminosità nella maggior parte del mondo abitato (tra 60 gradi sud e 70 gradi nord). Le aree gialle sono le zone dove c'è stato un maggiore incremento durante il periodo di studio, dal 2014 al 2022, mentre le aree viola sono quelle dove si è registrata una diminuzione.

 

La visualizzazione qui sotto mostra gli stessi dati per l'emisfero orientale, con l'immagine della copertina di Nature, dove lo studio è stato pubblicato nell'aprile 2026.



 

LED: una soluzione per l’illuminazione pubblica in Italia?

ocpi-LED e illuminazione pubblica.pdf

Costi e consumi dell’illuminazione pubblica – CieloBuio OdV

Volume 652 Issue 8109, 9 April 2026

Satellite imagery reveals increasing volatility in human night-time activity | Nature


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