martedì 25 febbraio 2014

139. Sezione aurea immaginaria

Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze.
Il mistero del mondo è il visibile, non l’invisibile.
Oscar Wilde    

L’identità diEulero        eix = cos x + i sen x

ha come caso particolare la bella formula              e + 1  =  0

Dalla prima identità si ricava          2i sen x  =  e ix  -  e -ix  

E posto       x  =  i ln Ф         (dove  Ф  è  la  Sezione Aurea)

si ottiene
(*)    2i sen(i ln Ф) = e - ln Ф  -  e ln Ф  1/Ф   Ф  =  -1

e infine
sen ( i  ln Ф)  =  i / 2          

Similmente si potrebbe anche ricavare:

cos ( 2i  ln Ф)  =  3 / 2

Diversamente dall’identità di Eulero, in questo caso,  l’unità immaginaria  i  (con  i2 = -1)  non è messa in relazione con  π , ma con la  Sezione Aurea

                  Ф  =  ½ (1 + √5 )  =  1,6180339887…

 
http://www.johndcook.com/blog/2014/02/17/imaginary-gold/

http://zibalsc.blogspot.it/2011/12/89-ottantanove.html
http://zibalsc.blogspot.fr/2011/01/14-potenze-complesse.html

http://mathworld.wolfram.com/GoldenRatio.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Numero_complesso
http://it.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea

http://scienzaemusica.blogspot.it/2013/05/la-sublime-sezione-aurea.html


(*)  Per effettuare l'ultimo passaggio della dimostrazione, basta prendere la definizione di sezione aurea e modificarla:
 
 {1  \over \phi} = \phi - 1 \qquad \phi^2 = \phi + 1
 
da dove emerge che il reciproco è uguale alla radice stessa meno l'unità, mentre per il quadrato questa va aggiunta.
Questo vuol dire che sommando e sottraendo il valore 1 a φ, si modifica solo la parte intera e non quella frazionaria, che rimane inalterata.

Dalle precedenti si può ricavare un’altra interessante formula:

ln(Ф) = arcos (3/2)  / 2i


Abstract - Imaginary Golden Ratio
 

venerdì 14 febbraio 2014

138. Semplicità

La prima assegnazione dei premi Nobel risale al 1901, quando furono consegnati il premio per la pace, per la letteratura, per la chimica, per la medicina e per la fisica. Non esiste invece il premio per la matematica, e neanche quello per l'economia, ma dal 1969 si assegna il premio per l'economia in memoria di Alfred Nobel da parte della Banca di Svezia, cosa che crea ancora numerosi fraintendimenti.

Sono quattro le persone che hanno finora ricevuto due premi Nobel:

Nell’Official Web Site of the Nobel Prize  si possono trovare biografie, letture e discorsi dei vincitori. 
Nel 1965 il premio Nobel per la fisica venne assegnato a Sin-Itiro Tomonaga, Julian Schwinger e Richard P. Feynman, per lo sviluppo dell’elettrodinamica quantistica:

"for their fundamental work in quantum electrodynamics, with deep-ploughing consequences for the physics of elementary particles"
 


 
Un’originale definizione della semplicità viene fornita nell'interessante lettura di Feynman:

The Development of the Space-Time View of Quantum Electrodynamics
 

“Vorrei un attimo fermarmi a questo punto e fare una osservazione.
Il fatto che l’elettrodinamica possa essere scritta in così tanti modi - le equazioni differenziali di Maxwell, vari principi di minimo con i campi, principi di minimo senza campi, tutti modi di tipo diverso, era qualcosa che sapevo ma che non ho mai capito. Mi è sempre sembrato strano che le leggi fondamentali della fisica, una volta scoperte, possano apparire in così tante diverse forme che a prima vista non sembrano identiche, ma che con un po’ di gioco matematico si riesca a mostrarne le relazioni. Un esempio di questo è l’equazione di Schrödinger e la formulazione di Heisenberg della meccanica quantistica. Non so perché sia così, rimane un mistero, ma era qualcosa che avevo imparato dall’esperienza. C’è sempre un altro modo di dire la stessa cosa che non assomiglia affatto al modo in cui l’hai detta prima.
Di questo fatto non conosco la ragione. Penso sia in qualche modo una rappresentazione della semplicità della natura. Una cosa come la legge dell’inverso del quadrato è proprio giusto quella che deve essere rappresentata dalla soluzione dell’equazione di Poisson, che per questo è un modo assai diverso di dire la stessa cosa che non assomiglia affatto al modo in cui l’hai detta prima. Non so cosa significhi il fatto che la natura scelga queste forme curiose, ma forse questo è un modo per definire la semplicità. Forse una cosa è semplice se si può descriverla pienamente in molti modi diversi senza sapere immediatamente che si sta descrivendo la stessa cosa.”

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lunedì 10 febbraio 2014

137. Struttura fine

Nel modello atomico di Bohr (1913) il nucleo, posto al centro dell’atomo, ospita protoni carichi positivamente e neutroni, mentre gli elettroni, carichi negativamente, ruotano intorno a esso entro determinati orbitali in dipendenza dal livello di energia.
Il modello, applicato all'atomo di idrogeno, ottenne risultati coincidenti, entro il margine degli errori, con lo spettro sperimentale.
Il perfezionamento del modello di Bohr, proposto da Sommerfeld e Wilson, contiene tuttavia un aspetto fondamentale, cioè la valutazione degli effetti relativistici.
In particolare, Sommerfeld, valutando il rapporto tra la velocità dell’elettrone sulla prima orbita dell’atomo di Bohr e la velocità della luce nel vuoto introdusse la costante di struttura fine” definita come:

 
Considerazioni dimensionali mostrano che essa è un numero puro, la sola quantità adimensionale che può essere formata con le tre costanti e, h e c (rispettivamente: carica dell’elettrone, costante di Planck e velocità della luce nel vuoto).
Il nome deriva dal fatto che determina la misura della separazione di struttura fine negli spettri atomici.
 
 
 
 
La formula di Sommerfeld è stata ben confermata non solo negli spettri ottici, ma anche nella regione dei raggi X. Poiché la successiva equazione di Dirac per l’elettrone porta esattamente al medesimo risultato, essa fu considerata come una delle poche acquisizioni definitive della fisica. Tuttavia in seguito furono scoperte nuove deviazioni. La tecnica usata in questo caso fu quella delle onde radar, la stessa utilizzata nella risonanza magnetica.
La non spiegata “costante di struttura fine” alfa, caratterizza l’intensità delle interazioni elettromagnetiche nel “Modello standard”, in quanto ne esprime la costante di accoppiamento,

cioè una delle costanti che in fisica sono proprie di ciascuna delle quattro forze o interazioni fondamentali della natura: la forza elettromagnetica, la forza nucleare debole, la forza nucleare forte e la forza di gravità.


Il più noto tentativo fatto per trovare una spiegazione al valore di alfa, fu quello di Arthur Eddington, secondo cui il reciproco di questa costante ha il valore di:
       ½ n2 (n2 + 1) + 1    per  n=4,   cioè esattamente 137.

A dire il vero, partendo da argomenti di estetica e numerologia, Eddington asserì che la costante di struttura fine (che all’epoca era stata stimata avere un valore di circa 1/136) valesse esattamente 1/136. Quando nel 1938 le misure dimostrarono che il valore di questa costante si avvicinava a 1/137, Eddington cercò di spiegarlo collegando 137 al cosiddetto numero di Eddington, una sua stima del numero esatto di elettroni nell'Universo.

La costante di struttura fine ha grande importanza nella teoria filosofico-scientifica del principio antropico; difatti questo parametro adimensionale ha una influenza fondamentale sull'universo. Se il suo valore fosse diverso anche di poco (circa il 10-20%) dal valore noto, l'universo sarebbe diverso da come lo vediamo, e le leggi fisiche non sarebbero come le conosciamo. Per esempio i rapporti tra le forze attrattive e repulsive tra le particelle elementari sarebbero diversi, con conseguenze sulla costituzione della materia e l'attività delle stelle. In un universo con alfa differente noi stessi non potremmo esistere.

La costante di struttura fine sta sempre più acquistando visibilità in cosmologia, in quanto ha un ruolo importante nella teoria delle stringhe e del multiverso.


http://it.wikipedia.org/wiki/Costanti_di_accoppiamento
http://en.wikipedia.org/wiki/Eddington_number
http://www.goodreads.com/quotes/tag/fine-structure-constant
http://storiascienza.scienze.unipd.it//CorsoIngegneria0708/Lectio6_FisNovecentoMQ.pdf


It has been a mystery ever since it was discovered more than fifty years ago, and all good theoretical physicists put this number up on their wall and worry about it.
È stato un mistero fin dalla sua scoperta avvenuta più di cinquanta anni fa e tutti i fisici teorici appendono questo numero sulla parete di fronte a loro e si interrogano sul suo significato.”
                                                                                    Richard Phillips Feynman

 
Bene, credo che attualmente la fisica sia di fronte a due problemi fondamentali. Uno è quello di arrivare a una meccanica quantistica senza infiniti e l’altro è arrivare a una meccanica quantistica che fissi il valore della costante alfa, cioè della carica elettrica elementare.
                                                                                    Paul Adrien Maurice Dirac

 
 “ If alpha [the fine-structure constant] were bigger than it really is, we should not be able to distinguish matter from ether [the vacuum, nothingness], and our task to disentangle the natural laws would be hopelessly difficult. The fact however that alpha has just its value 1/137 is certainly no chance but itself a law of nature. It is clear that the explanation of this number must be the central problem of natural philosophy.”
                                                                                                 Max Born

mercoledì 29 gennaio 2014

136. Il dottor Stranamore

Il seguente problema può essere risolto in maniera semplice, ma anche in modo molto più complicato.

Due treni distanti 200 km (ad esempio uno a Milano e l’altro a Bologna) si muovono l'un verso l'altro ad una velocità costante di 50 km/h. Una mosca parte dalla testa di un treno per arrivare a quella dell'altro e continua a fare avanti e indietro fino a quando i due treni si passano accanto (dalle parti di Parma). La mosca vola alla velocità di 75 km/h.

Qual è la distanza totale percorsa dalla mosca?

La mosca tocca ogni treno infinite volte, quindi si può risolvere il problema con carta e penna sommando la serie di infinite distanze decrescenti.

Questo è il metodo più complicato per risolvere il problema.

 

Il secondo modo è molto semplice: si divide la distanza di 100 km (necessaria per arrivare a Parma) per la velocità dei 2 treni 50 km/h, ottenendo 2 ore.
In questo tempo la mosca percorre 150 km  (75 km/h moltiplicati per 2 ore).

Questo problema fu posto a John von Neumann (1903-1957), matematico, fisico e informatico ungherese naturalizzato statunitense, noto per la sua incredibile memoria e per la capacità di risolvere mentalmente calcoli molto complessi. Considerato uno dei più grandi matematici della storia moderna, insieme a Leó Szilárd, Edward Teller ed Eugene Wigner, faceva parte del "clan degli ungheresi" ai tempi di Los Alamos e del Progetto Manhattan, che portò alla realizzazione delle prime bombe atomiche.

Nel 1926 aveva ipotizzato che un sistema quantistico si può considerare come un punto di uno “spazio di Hilbert”, analogo a quello euclideo, ma con infinite dimensioni (corrispondenti ai possibili infiniti stati del sistema): le grandezze fisiche (come posizione e momento) sono rappresentate come operatori agenti su questi spazi. La meccanica quantistica è così ridotta alla matematica degli operatori (lineari Hermitiani) su spazi di Hilbert.

Poco tempo dopo aver assistito in condizioni troppo esposte all’esplosione di una bomba H nell’atollo di Bikini, gli fu diagnosticato un cancro alle ossa e al pancreas, che arrivò presto al cervello. Continuò comunque a partecipare alle più decisive riunioni strategiche costretto su una sedia a rotelle. Sembra che sia stato lui ad ispirare la figura del dottor Stranamore (interpretato da Peter Sellers).

Esattamente 50 anni fa, il 29 gennaio del 1964, arrivava per la prima volta nei cinema Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba, capolavoro di Stanley Kubrick,
 



basato sul romanzo Allarme rosso di Peter George (1958). Una delle più spietate ed irriverenti satire antimilitariste, che Kubrick riusciva a portare sul grande schermo.
 
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Tornando al problema dei treni e della mosca, quando il problema fu posto a von Neumann egli rispose immediatamente:    150 km.
"Davvero strano" disse colui che glielo aveva posto, "ma quasi tutti provano a risolverlo sommando la serie".
"Che intendi per strano?"   chiese von Neumann   "E' così che l'ho risolto!"

 
http://www.rudimathematici.com/archivio/107.pdf
http://didattica.uniroma2.it/assets/uploads/corsi/38779/John_von_Neumann,_Lapprendista_stregone_.pdf
http://www.labottegadihamlin.it/news/6987-il-dottor-stranamore-di-kubrick-compie-50-anni.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_dottor_Stranamore_-_Ovvero:_come_ho_imparato_a_non_preoccuparmi_e_ad_amare_la_bomba
http://it.wikipedia.org/wiki/John_von_Neumann


La deterrenza è l'arte di creare nell'animo dell'eventuale nemico il terrore di attaccare. Ed è proprio a causa dei congegni che determinano la decisione automatica e irreversibile, escludendo ogni indebita interferenza umana, che l'ordigno "Fine di mondo" è terrorizzante.
Dottor Stranamore          

domenica 19 gennaio 2014

135. Dobson e i “dobsoniani”

I telescopi dobsoniani utilizzano una montatura altazimutale costruita con materiali economici, come alluminio o legno, e vengono di solito utilizzati per osservazioni visuali.

John Dobson
 
La montatura altazimutale è un sistema meccanico che sostiene lo strumento e permette di puntarlo seguendo movimenti paralleli all'orizzonte (azimut) o perpendicolari ad esso (altezza). E’ realizzata con una semplice forcella su una base girevole, sulla quale viene installato un tubo ottico newtoniano o un traliccio.




Nel campo degli strumenti amatoriali, la montatura altazimutale è usata nei modelli più economici. È semplice come progettazione e costruzione, ma non è ideale nell'uso astronomico perché la sfera celeste ruota secondo assi che non sono paralleli né perpendicolari e l'osservatore è costretto a manovrare continuamente il telescopio su entrambi i movimenti per mantenere l'oggetto nel campo di vista.

Il più grande telescopio dobsoniano è stato realizzato da Dan Bakken nel 1996 ed ha un'apertura dello specchio di 41,2 pollici (1,05 metri).

Dobson nei primi anni '50 costruì un piccolo telescopio con pezzi di ricambio trovati in un negozio di cianfrusaglie. Voleva vedere di persona ciò che l'universo offriva. Nel 1956, trasformò una lastra da 12 pollici del vetro di un oblò in uno specchio seguendo le istruzioni dal classico libro di Allyn J. Thompson  "Making Your Own Telescope".
 
John Dobson nasce a Pechino il 14 settembre 1915 e nel 1927 si trasferisce con la famiglia a San Francisco. Laureatosi in chimica a Berkley nel 1943, l’anno successivo si unisce a un monastero (il “Vedanta society” di San Francisco) dove diventa monaco dell’ordine Ramakrishna e viene incaricato di riconciliare l’astronomia con gli insegnamenti vedanta, una mansione che lo vede anche impegnato nella costruzioni di telescopi che poi, per proprio diletto porta in giro, nelle strade adiacenti al monastero.

Espulso dall’ordine nel 1967, Dobson diventa cofondatore della “San Francisco Sidewalk Astronomers” (astronomia da marciapiede), un’organizzazione che ambisce a rendere popolare l’astronomia tra le persone per strada.  Ed è così che nasce anche la sua idea minimalista di telescopio, oggi conosciuto come telescopio dobsoniano, diventata famosa grazie alle sue spiegazioni al pubblico su come costruirsi da soli un telescopio, utilizzando materiali di recupero a basso costo.

Nel 1991 pubblica il libro “How and why to make a user friendly sidewalk telescope” edito da Norman Sperling, che ha reso popolare la montatura dobsoniana.

E’ morto questa settimana all’età di 98 anni a Burbank nella contea di Los Angeles.


http://en.wikibooks.org/wiki/Telescope_Making
http://sidewalkastronomers.us/id31.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Telescopio_ottico 
http://www.coelum.com/news/john-dobson-1915-2014
http://www.youtube.com/watch?v=RlV-KnNMcUY#t=90