I, Pencil - My Family Tree as told to Leonard Read, è un breve racconto scritto nel 1958, dove lo scrittore fa parlare la matita e ad un certo punto questa dice:
“Ho una lezione profonda da insegnare. E posso insegnare questa lezione meglio di quanto possa fare un'automobile, un aereo o una lavastoviglie perché — beh, perché sembro così semplice.
Semplice? Eppure, nessuna persona
sulla faccia di questa terra sa come fabbricarmi. Sembra fantastico, vero?
Soprattutto quando ci si rende conto che ogni anno negli Stati Uniti vengono
prodotti circa un miliardo e mezzo di esemplari della mia specie.
Prendimi e controllami. Cosa vedi?
Non sembra molto — ci sono il legno, la lacca, l'etichetta stampata, la grafite,
un po' di metallo e una gomma.”
E da qui prende spunto per un’approfondita analisi dei materiali e di strumenti/persone che occorrono per fabbricare una matita.
Inoltre,
sottolinea il fatto che non esiste un “mastermind”, una mente superiore che
conosca il processo di fabbricazione nel suo complesso e le competenze si
organizzano “da sole”.
La
creazione di una matita coinvolge milioni di persone, ognuna con un
ruolo minuscolo e spesso inconsapevole; quasi nessuno di loro lavora “per fare
una matita” e in questo ordine spontaneo ognuno contribuisce perché
pagato per il lavoro che svolge.
I
materiali provengono da ogni parte del mondo:
- il legno di cedro
dall’Oregon e dalla California
- la grafite
viene estratta a Ceylon
- l’argilla
nel Mississippi
- cera, oli, metalli, resine, pigmenti
provengono da molti paesi (ad esempio la pomice proviene dall’Italia)
Macchinari, aerei, furgoni, trasporti
ferroviari, navi, energia elettrica, petrolio, strumenti di lavoro e ogni
componente richiede ulteriori materiali, tecnologie e competenze: dalle seghe alla
carta per confezionare i pacchi, dai minatori ai progettisti e a tutte le altre
figure professionali necessarie.
Le competenze si combinano in modo efficiente e il risultato emerge spontaneamente.
Ricordo che siamo negli anni ’50 e verso la fine dello scritto conclude:
“Perché, in quest'area dove gli uomini sono stati lasciati liberi di provare, esprimono la voce umana in tutto il mondo in meno di un secondo; essi offrono un evento visivamente e in movimento alla casa di qualsiasi persona mentre sta accadendo; trasportano 150 passeggeri da Seattle a Baltimora in meno di quattro ore; consegnano gas dal Texas alle proprie case o alla fornace di New York a tariffe incredibilmente basse e senza sussidi; consegnano ciascuno quattro libbre di petrolio dal Golfo Persico alla nostra costa orientale — dall'altra parte del mondo — per meno di quanto il governo faccia pagare per consegnare una lettera da un'oncia dall'altra parte della strada!”
Dopo quasi 70 anni, considerando anche le nuove scoperte e invenzioni, questi concetti sono ancora validi, chiaramente con tutte le dovute differenze del caso che hanno comunque lasciato invariato l’aspetto delle matite.
The article appears in Anything That's Peaceful: The Case for the Free Market, 1964

