venerdì 23 gennaio 2026

281. La linea più corta

Problema: dividere in 2 parti uguali la superficie di un triangolo equilatero di lato unitario con la linea di minima lunghezza.

Le rette più semplici per sezionare il triangolo sono AH e EF. La prima, in blu, lo divide in 2 parti uguali e (come noto) è lunga 0,866; mentre la seconda, in verde, è più corta: 0,707.

Però nessuna delle 2 è di lunghezza minima. L’arco di circonferenza MN è il più corto: 0,673.



Questo può essere mostrato facilmente se si immagina un esagono (6 triangoli uguali con centro in A) di cui questo triangolo è quello posto in basso.

A questo punto la circonferenza (rossa) ha la proprietà di essere la curva di lunghezza minima che racchiude un’area data.

Questo vale per i singoli settori dell’esagono e può essere dimostrato che anche per un triangolo qualsiasi si hanno sempre archi di circonferenza.



Un altro esempio interessante è il seguente, dove per costruzione l’arco di circonferenza ha la stessa lunghezza dell’ipotenusa del triangolo (ma io faccio fatica a vederlo)




Ho provato a porre il quesito a 2 motori di ricerca: in un caso ho ottenuto risposte corrette, mentre l’altro ha scritto che esistono tagli rettilinei e anche dopo aver chiesto se esistessero sezioni curve ho ottenuto questo:



lunedì 19 gennaio 2026

280. Occhiali

Quando con l’avanzare degli anni si comincia a far fatica a leggere, il primo paio di occhiali si acquista di solito dall’ottico, poi, continuando a perdere diottrie, si comprano altri occhiali, dall’ottico, in farmacia o dove capita di trovarne un paio che ci piaccia, magari di un colore diverso, anche per distinguerli. E così, con mezza diottria alla volta, ci ritroviamo con almeno 5 o 6 paia di occhiali: in macchina, in ufficio, nel box o sparsi per casa.

Questa graduale perdita del potere di accomodazione del cristallino con l’età si chiama presbiopia; si, vede bene da lontano, ma sempre più sfocato, via via che l’oggetto si avvicina. Per correggere la presbiopia occorre compensare con lenti convergenti.

 

Ma come si fa a capire quante diottrie hanno questi occhiali quando il numero non è presente o si è cancellato?

 

Un pezzo di vetro (o altro materiale) trasparente delimitato da 2 superfici sferiche forma un sistema ottico chiamato lente. Il termine sottile si aggiunge quando la distanza tra le 2 superfici è piccola rispetto ai loro raggi di curvatura.

La teoria delle lenti sottili in aria (o nel vuoto) è abbastanza facile da formulare.

Per il fine di questo post, interessano solo le lenti convergenti, del tipo che si comprano in farmacia, caratterizzate da un maggior spessore della parte centrale rispetto alle parti periferiche. Il loro nome deriva dalla proprietà che esse possiedono di far convergere in un punto un fascio di raggi luminosi paralleli. Un raggio luminoso che intercetta una lente subisce il fenomeno della rifrazione per due volte. La prima volta entrando dall’atmosfera nel vetro e la seconda volta uscendo dal vetro nell’aria.

 

Assegnata una lente sottile convergente, le distanze p e q (rispettivamente dell’immagine e dell’oggetto/sorgente dalla lente) e la distanza focale f della lente sono legate dalla relazione fondamentale

 

 

Questa relazione prende il nome di equazione delle lenti sottili. Con essa, se conosciamo la distanza focale f della lente e la distanza q della sorgente dalla lente, siamo in grado di calcolare a quale distanza p si forma l’immagine.

Il rapporto 1/f è chiamato potere diottrico D della lente e (se la distanza focale è espressa in metri) viene espresso in diottrie. La sua unità di misura è pertanto m-1.

Ad esempio, una lente con distanza focale f = 40 cm = 0,40 m, ha un potere diottrico di 1/0,40 = 2,5 diottrie. Il potere diottrico si considera positivo per le lenti convergenti, negativo per quelle divergenti.




Se l’oggetto A’B’ è situato tra il punto P2 e l’infinito (quindi q > 2f) l’immagine AB è compresa tra il fuoco F1 e P1, cioè distante dalla lente di una quantità p minore di 2f, ma maggiore di f  (f < p < 2f).

Se l’oggetto A’B’ è lontano (o all’infinito) i raggi che giungono alla lente risultano quasi paralleli e l’immagine AB sarà sul piano focale passante per F1 (p = f).



Veniamo ora al metodo per determinare il numero di diottrie.

 

Se siete in una stanza con un muro libero di fronte alla finestra, potete appoggiare gli occhiali su un ripiano e posizionarli ad una distanza che permetta di mettere a fuoco la finestra sul muro come mostrato nella foto


2,5 diottrie                       3 diottrie



A questo punto si può confrontare il paio di occhiali con diottrie ignote con un altro paio di cui conosciamo il valore, o più semplicemente misurare la distanza p dal muro



Ad esempio, se la distanza è poco più di 50 cm avremo un paio di occhiali da 2 diottrie

 


 

I Decimi sono l'unità di misura dell'acutezza visiva o visus, ovvero la capacità dell'occhio di distinguere dettagli su un ottotipo (la tabella dei numeri/lettere). 10/10 è la vista "normale" (si vedono tutte le righe), ma si può arrivare anche a 11/10 o più con una buona correzione. 

La differenza principale è che i decimi (o 10/10) misurano la qualità della vista (quanto si vede bene), mentre le diottrie misurano il potere della lente correttiva necessaria per raggiungere quella qualità (es. -2 diottrie), sono due scale diverse e non proporzionali. Un paziente con un difetto elevato in diottrie può vedere pochi decimi, e viceversa, ma non c'è un rapporto matematico diretto; le diottrie indicano la potenza dell'ausilio, i decimi la performance dell'occhio.

 

 

 

Acutezza visiva - Wikipedia

Ottica - Wikipedia

Occhiali da vista - Wikipedia

Dioptre - Wikipedia

Zibaldone Scientifico: 236. Lenti sottili

 

martedì 16 dicembre 2025

279. Doomsday 2026

In un anno ci sono 365 giorni (366 se bisestile), cioè 52 settimane + 1 giorno (+2 se bisestile).

Il primo gennaio e il 31 dicembre hanno in comune lo stesso giorno della settimana; se bisestile lo stesso ragionamento vale per i primi 2 giorni.

Il 2026 non sarà bisestile e inizierà di giovedì, per cui ci saranno 53 giovedì e 52 per ognuno degli altri 6 giorni.


Ogni anno esiste un giorno della settimana (chiamato Doomsday) in cui cadono alcune date facili da ricordare (ad esempio, il 4/4, 6/6, 8/8, 10/10, 12/12).

Questa regola è stata evidenziata dal matematico inglese John Horton Conway.

In 1 anno ci sono sempre 52 giorni Doomsday.


Il Doomsday del 2026 sarà sabato.


Più precisamente, a partire da Aprile, saranno sabato:


- nei mesi pari il 4/4, il 6/6, l’8/8, il 10/10 e il 12/12,

- nei mesi dispari il 5/9, il 9/5, il 7/11 e l’11/7.


In aggiunta ai giorni elencati sopra, sono Doomsday anche: l’ultimo giorno di Febbraio (a prescindere dal fatto che sia bisestile o meno), il P-day, il 25 Aprile, Ferragosto, Halloween e S.Stefano. Anche il compleanno di Conway è un Doomsday (26/12).



Uno dei metodi per calcolare il Doomsday è di sommare le ultime due cifre dell'anno al quoziente intero della loro divisione per 4; al risultato si deve sommare il coefficiente del secolo, che per il periodo dal 1900 al 1999 corrisponde a 3, mentre dal 2000 al 2099 è 2.

Ad esempio, per il 2026 si ottiene:


26 + int(26/4) + 2  =  26 + 6 + 2  =  34  (modulo 7)  =  6 (Sabato)

Spiegazione: la regola mnemonica per i mesi pari è semplice e deriva dal fatto che, a parità di numero (giorno e mese), tra 2 mesi pari successivi ci sono sempre 61 giorni (30+31); avanzando di 2 giorni ogni 2 mesi si ha:  30+31+2=63 (9 settimane esatte).

Da questa regola si evince anche che ogni anno il Doomsday avanza di 1 giorno (2 negli anni bisestili).


Nota: per utilizzare il calendario mostrato sopra nel 2027, basta traslare di un giorno la prima riga con indicati i giorni della settimana e farlo cominciare di venerdì.


Conway (26 dicembre 1937 – 11 aprile 2020) e Einstein (14 marzo 1879 – 18 aprile 1955) sono nati e morti in date Doomsday.


Year 2026 Calendar – Italy

Doomsday rule - Wikipedia

Calendario perpetuo mentale - Il Post

Il Doomsday - Notiziole di .mau.

Doomsday Algorithm

26 Dicembre 1937 – Buon compleanno, John! – Rudi Matematici - Blog - Le Scienze

Zibaldone Scientifico: 261. Doomsday

Zibaldone Scientifico: 202. Doomsday 2016 e Calendari

Zibaldone Scientifico: 109. Doomsday 2013

Zibaldone Scientifico: 30. Doomsday

giovedì 11 dicembre 2025

278. Bilioni

Quando si parla di debito pubblico o di PIL di uno stato non è facile farsi subito un’idea dell’entità di questi valori.

Se poi lo confrontiamo con i valori di altri paesi le cose si complicano.

 

Questa ulteriore confusione nasce dal fatto che in Italia si usa la scala lunga, mentre, ad esempio, in USA e UK si usa la scala corta. Perciò “billion” in inglese significa miliardo (109), mentre in italiano “bilione” significa mille miliardi (1012 come il trilione della scala corta). Il “trilione” in italiano è molto più grande: 1018.

Scala lunga e corta deriva dal fatto che il suffisso “one“ nel primo caso si ripete ogni 6 esponenti, mentre nel secondo ogni 3.



Nel 2024, il debito pubblico italiano ha raggiunto il 135,3% del PIL (Prodotto Interno Lordo), con un valore nominale di circa 2.947 miliardi di euro e con previsioni di un aumento entro la fine del 2025; il picco del rapporto al 154,9% è stato raggiunto nel 2020 a causa della pandemia. Il debito pubblico italiano è uno dei più alti in Europa, secondo solo a quello della Grecia, che ha un rapporto debito/PIL del 152,5%.

Per ricordare più facilmente questo dato basta sapere che ogni italiano ha poco più di 50.000 euro di debito (raddoppiato negli ultimi 20 anni).

Ancora più difficile: il PIL mondiale del 2024 è stato stimato di circa 95.000.000.000.000 di dollari; 95 Bilioni (scala lunga) e 95 Trilioni (scala corta).

Di seguito verrà utilizzata la scala corta.

 

L’uomo più ricco del mondo ha un patrimonio stimato di mezzo Trilione di dollari e i primi 10 bilionari hanno un patrimonio complessivo di 2,3 Trilioni (pari al PIL italiano) e sono quasi tutti statunitensi. Entro il 2030 ci saranno diversi trilionari.


Ipotizzando uno stipendio annuo medio di un impiegato di 40.000 euro, l’amministratore delegato di una grande azienda percepisce almeno 100 volte di più di questo valore (più eventuali premi, ecc.), mentre l’uomo più ricco possiede un patrimonio 12 milioni di volte maggiore. Come si usa dire, cifre da capogiro.


Per fare un esempio, se questi importi fossero versati al ritmo di 1 dollaro al secondo, nel primo caso servirebbe meno di una mezza giornata, nel secondo 1 mese e mezzo, mentre nel terzo caso occorrerebbero 15.000 anni.

 

 

Scala lunga e scala corta - Wikipedia

Debito pubblico - Wikipedia

Distribuzione della ricchezza - Wikipedia

Persone più ricche del mondo secondo Forbes - Wikipedia

Come è distribuita la ricchezza nel mondo? - Oxfam Italia

Zibaldone Scientifico: 174. 4 Lorenz e 1 Lorentz

 

mercoledì 24 settembre 2025

277. Partizioni

Sezionare un quadrato in parti uguali è semplice, basta dividerlo in strisce con uguali dimensioni.

Se inoltre il numero delle parti è un quadrato, si può dividere in 4 o un numero pari a n2 (9, 16, 25, ecc.), colorando le parti in modo alterno, come in una scacchiera. Nell’esempio in figura, se il numero è pari avremo n2/2 caselle bianche e altrettante caselle colorate; se invece è dispari, avremo (n2+1)/2 caselle bianche e (n2-1)/2 caselle colorate.




Data una scacchiera n x n, nella seguente tabella si può vedere che passando alla riga successiva, il numero di caselle aumenta come 2n+1, mentre per le caselle bianche aumenta come n e n+1 in modo alterno e per le caselle colorate come n+1 e n.

 

n x n

Caselle

Caselle bianche

Caselle colorate

1 x 1

1

1

0

2 x 2

4

2

2

3 x 3

9

5

4

4 x 4

16

8

8

5 x 5

25

13

12

6 x 6

36

18

18

 

 

Prima di continuare pongo un quesito a cui darò soluzione alla fine, nel caso foste interessati a risolverlo:

dividere la figura in 4 parti uguali che abbiano la stessa forma della figura data




 

Il modo più semplice di fare una partizione di una torta è ovviamente di fare fette uguali, ma sarebbe troppo facile. Un modo alternativo è disegnarne altre 2 con raggio uguale alla metà della prima in questo modo:



Dove tutti i pezzi (i 2 cerchi piccoli e le due parti superiore/inferiore) hanno un'area pari a 𝟏/𝟒  dell'area totale, garantendo così quattro porzioni di uguale dimensione.

 

 

In modo analogo si possono costruire figure con un numero di partizioni (9, 16, 25, ecc.):






Soluzione del quesito

 



Zibaldone Scientifico: 258. Pizza al taglio