domenica 19 maggio 2019

244. Buchi Neri

“Gli aerei stanno al cielo, come le navi al mare”

Renoir  -  Francesco De Gregori

Qualche settimana fa è stato dato l’annuncio che l’Event Horizon Telescope, un gruppo di otto radiotelescopi che opera su scala planetaria, ha fornito la prima prova visiva diretta mai ottenuta di un Buco Nero e della sua ombra, posizionato nel cuore di Messier 87, un’enorme galassia situata nel vicino ammasso della Vergine. In una serie di sei articoli di “The Astrophysical Journal Letters”, l’immagine rivela un Buco Nero supermassiccio con una massa pari a 6,5 miliardi di volte quella del Sole e che dista dalla Terra 55 milioni di anni luce.






Quando parliamo di un Buco Nero di questa massa di cosa stiamo parlando?

Ad esempio la massa del pianeta Terra è 5,97 × 1024 kg (diametro di 12.750 km), mentre quella del Sole è 1,99 × 1030 kg (diametro 1,39 × 106 km); il rapporto tra i valori delle 2 masse è facile da ricordare: 333.333

Dalla seguente tabella, si può notare che il diametro del BN è direttamente proporzionale alla sua massa; se il Sole diventasse un BN avrebbe un raggio di 2,95 km; moltiplicando quest’ultimo valore per il numero di masse solari (Mo) si ottiene il raggio del BN.
La massa di Sgr A (il Buco Nero situato al centro della nostra galassia) è 4,31 × 106  Mo ed infine quella del BN di M87 citato all’inizio è pari a 6,5 × 109  Mo (1,29 × 1040 kg).









Questo perché il Raggio di Schwarzschild è direttamente proporzionale alla sua massa:

dove G = 6,67 × 10−11 N m² / kg²   è la costante di gravitazione universale.

Il Buco Nero di M87 che ha una massa 6,5 miliardi di masse solari ha quindi un RS di circa 20 miliardi di km (127 Unità Astronomiche). Plutone all’afelio si trova a circa 49,3 UA, per cui il Sistema Solare potrebbe essere comodamente contenuto nel Buco Nero di M87.

Il Raggio di Schwarzschild RS è la distanza alla quale la velocità di fuga è pari a c (velocità della luce).

Nel post 86. Velocità di fuga, si è parlato della legge di Titius-Bode, una formula empirica che descrive con buona approssimazione i valori dei semiassi maggiori a delle orbite dei pianeti del sistema solare (espressi in Unità Astronomiche) e viene espressa con la semplice formula:
                                                   ( 3n + 4 ) / 10

dove n assume i valori  0, 1, 2, 4, 8, 16, …



Di questa semplice progressione geometrica, la scala logaritmica riesce a darne una bella rappresentazione grafica:




dove a 1 troviamo per definizione la Terra e a circa 10 Saturno. Come detto prima, a 127 possiamo posizionare l’orizzonte degli eventi del Buco Nero di M87.

Ma qual è la densità media di un Buco Nero?



Per i Buchi Neri di "piccole" dimensioni, la densità media all'interno dell'orizzonte degli eventi è incredibilmente elevata (vedi la prima tabella) e ai confini del Buco Nero si hanno forze di marea superiori a mille miliardi di volte la forza gravitazionale. Però (in modo abbastanza sorprendente) la densità media diminuisce drasticamente per i Buchi Neri massicci.Un BN di 387 milioni di masse solari avrebbe la densità media dell'acqua e sarebbe paragonabile a un gigantesco pallone d'acqua che si estende dal Sole fino quasi a Giove.Un BN di 11 miliardi di masse solari avrebbe la densità media dell'aria e sarebbe analogo ad un gigantesco pallone aerostatico 2,5 volte più grande dell’orbita di Plutone.La densità di massa media nello spazio stesso, per quanto piccola, alla fine può diventare un BN a bassa densità.Se la densità media dell'Universo corrispondesse alla densità critica di soli 5,67 atomi di idrogeno per metro cubo, si formerebbe un Buco Nero a bassa densità di circa 13,8 miliardi di anni luce, corrispondente al modello del Big Bang dell'Universo. Un BN può utilizzare la rotazione e/o la carica elettrica per evitare il collasso. Le forze gravitazionali diventano trascurabili per i grandi Buchi Neri a bassa densità.

Così si può vivere in un grande BN a bassa densità senza nemmeno accorgersene. 
Mi fermo qui e lascio fantasticare il lettore...

Unità Astronomica U.A. (distanza Terra - Sole): 149.597.870 km = 8,5 minuti luce
Anno luce (distanza percorsa dalla luce in un anno): 9.460 miliardi di km = 63.300 U.A.
Parsec: 3,262 anni luce = 30.860 miliardi di km = 206.000 U.A.
Velocità della luce: 299.792 km/sec


giovedì 9 maggio 2019

243. Sezione di una spugna di Menger


Nel post: 94.Sezioni di ipercubo si è visto come, sezionando con un piano perpendicolare ad una diagonale maggiore passante per il baricentro del cubo, si possa ottenere un esagono regolare:



Non è intuitivo, ma è facile da comprendere se si pensa che il numero di lati di un esagono è 6 e il numero di facce di un cubo è anch’esso 6.

Qui di seguito saranno presi in considerazione alcuni oggetti frattali, per cui, prima di proseguire, consiglio di leggere il post: 178. Castel del Monte e Frattali e quello pubblicato da Leonardo Petrillo sul “Tamburo Riparato” che questo mese cortesemente ospita il Carnevale della Matematica n.129.
Una spugna di Menger è definita come segue :

1. si parte da un cubo,

2. si divide il cubo in 27 cubi (come per il cubo di Rubik),

3. si rimuove il cubo centrale e i 6 cubi centrali ad ogni faccia (restano così 20 cubi),

4. si ripeterono i passi 1 - 3 su ogni nuovo cubo.

Ad ogni iterazione il numero di buchi aumenta, come mostrato in figura:





La spugna di Menger è lo spazio che si ottiene come limite di queste operazioni.

Nella sua costruzione del 1926, Karl Menger mostrò che la dimensione di Hausdorff della spugna è log 20 / log 3  approssimativamente 2,726833…

Bene, se prendete una spugna di Menger e la sezionate come il cubo visto sopra, ecco quello che otterrete:



Queste figure sono tratte dal sito di George W. Hart




Nell’articolo Seeing Stars viene mostrato che questa sezione ha dimensione di Hausdorff:


http://blog.zacharyabel.com/2012/02/seeing-stars/




L'insieme di Cantor, introdotto dal matematico tedesco Georg Cantor, è un sottoinsieme dell'intervallo [0, 1] dei numeri reali, definito in modo ricorsivo, rimuovendo ad ogni passo un segmento aperto centrale da ogni intervallo.


L'insieme di Cantor consiste di tutti i punti dell'intervallo di partenza [0, 1] che non vengono mai rimossi da questo procedimento ricorsivo: in altre parole, l'insieme che rimane dopo aver iterato questo procedimento infinite volte, chiamato suggestivamente polvere di Cantor. Questo insieme è un frattale con dimensione di Hausdorff ln 2 / ln 3 , pari a 0.6309…


Il tappeto di Sierpinski è anch’esso un frattale simile all'insieme di Cantor ottenuto a partire da un quadrato, descritto dal matematico polacco Wacław Sierpiński nel 1916.


La sua dimensione frattale è ln 8 / ln 3 , pari a = 1,8927... (è interessante notare che è uguale a 3 volte la dimensione di Hausdorff dell’insieme di Cantor). Questo valore è leggermente superiore a quello della sezione riportata sopra.

La versione tridimensionale del tappeto è la spugna di Menger.


In figura è riportato un estratto della lista di frattali per dimensione di Hausdorff riportata in Wikipedia:




martedì 19 marzo 2019

242. Fotoni Virtuali


La legge di gravitazione universale afferma che due punti materiali si attraggono con una forza di intensità direttamente proporzionale al prodotto delle masse dei singoli corpi ed inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza.


La legge dell'inverso del quadrato si applica generalmente quando una forza, energia o altre grandezze conservative è irradiata ugualmente da una sorgente puntiforme nello spazio tridimensionale. Poiché la superficie di una sfera (che vale 4 π r2 ) è proporzionale al quadrato del raggio, man mano che la radiazione emessa si allontana dalla sorgente, è diffusa su un'area che aumenta in proporzione col quadrato della distanza dalla sorgente e così l'intensità della grandezza irradiata risulta inversamente proporzionale al quadrato della distanza dalla sorgente.
Il teorema di Gauss si applica (e può essere utilizzato) con ogni grandezza fisica che si comporta secondo una legge dell'inverso del quadrato.




Se consideriamo 2 particelle cariche identiche (ad esempio 2 elettroni) si osserva che si respingono e si può pensare che l’interazione avvenga tramite lo scambio di una particella: il fotone. Si dice che vale la seguente analogia: se due persone a bordo di due barche in quiete si scambiano un pallone, le barche si allontaneranno lentamente tra loro. Nel caso dei 2 elettroni l’analogo del pallone è il fotone. Ovviamente è solo un modello e un elettrone in quiete non può emettere un fotone reale, perchè ciò violerebbe la conservazione dell’energia.


Se invece consideriamo un fotone virtuale, questo è creato e distrutto, così non sappiamo se esiste o no; il tempo in cui questo fotone può esistere senza che si possa rivelare si ottiene dal:

 

 







 

Si noti che l’elettrone deve rimanere se stesso, in particolare deve conservare in ogni istante il suo spin semintero (fermione); la particella scambiata deve perciò avere spin intero: è quindi un bosone (i mediatori delle forze hanno spin 1, eccetto il gravitone che ha spin 2). Dal ragionamento fatto in precedenza abbiamo ottenuto che le forze dovute a scambio di particelle virtuali di massa nulla decrescono con la distanza R come F 1/R2. Viceversa, partendo dall’ipotesi che la dipendenza della forza dalla distanza sia del tipo 1/R2, si ottiene che la particella virtuale scambiata nell’interazione elettromagnetica deve avere massa nulla. La particella virtuale scambiata può perciò essere identificata con il fotone, quanto reale del campo elettromagnetico. Siccome la forza gravitazionale ha una dipendenza dalla distanza del tipo 1/R2, anche il gravitone dovrebbe avere massa nulla.

S. Braibant, G. Giacomelli, M. Spurio - Particelle e interazioni fondamentali - Springer-Verlag Italia




La legge di Newton può essere ricavata anche dalle equazioni del campo di Einstein, qui di seguito viene riportato un estratto del libro :

L. D. Landau, E. M. Lifsits, Teoria dei Campi, Editori Riuniti, Edizioni Mir, 1976





 

sabato 2 marzo 2019

241. Quiz


Avete presente quei portatovaglioli ottenuti praticando un buco cilindrico in modo concentrico in una sfera?
Ecco, quello che vedremo adesso riguarda questo tipo di oggetti, ma arriveremo ad un risultato decisamente controintuitivo.

Enunciato del problema: “calcolare il volume della parte di solido rimanente in una sfera dopo aver scavato un buco cilindrico concentrico alla sfera stessa; l’unico dato noto è che l’altezza h dell’anello vale 6 cm


Avere solo il valore dell’altezza, sembra non sufficiente, ma seguendo la dimostrazione che è possibile trovare in Wikipedia:



ci si rende subito conto che nella formula finale, il raggio R non appare   e il fatto controintuitivo è che il volume non dipende dalle dimensioni della sfera (ovvero, dal suo raggio), ma solo dall'altezza del solido risultante!






Guardando attentamente la formula, ci si rende conto che questa è anche il volume di una sfera di raggio h/2, che corrisponde al particolare caso per cui il diametro del foro si riduce a zero.



Risposta: per ogni diametro il Volume  =  4/3 Pi Greco R3  =  36 Pi Greco





 
Il volume di un anello cilindrico di altezza h, raggio esterno R e raggio interno uguale a quello del portatovagliolo,  è in proporzione 3 : 2 con quello precedente, mentre le 2  superfici esterne di cilindro e portatovagliolo sono uguali. Ma questo lo abbiamo già visto nel precedente post di diversi anni fa … 7.Sfera + Cono = Cilindro





Weisstein, Eric W. "Spherical Ring." From MathWorld--A Wolfram Web Resource. http://mathworld.wolfram.com/SphericalRing.html



Un approfondimento si può trovare nel sito dell’Università’ di Ferrara:



http://museoarchimede.altervista.org/sito/archimedeelageometria/page-4.html

http://www.ripmat.it/mate/g/gk/gkecc.html