venerdì 29 maggio 2015

187. Fermat: Osservazioni su Diofanto


"Il percorso fra due punti preso da un raggio di luce è quello che è attraversato nel minor tempo". Questa è la formulazione del principio di Fermat, molto utile per spiegare vari fenomeni luminosi quali la rifrazione.
Ma è un concetto che si colloca in un ambito molto più generale (che verrà trattato in un post successivo): il principio di minima azione.
Sono molti i problemi che possono essere rappresentati e risolti in termini di questo principio: è possibile mostrare che l'acqua che scende da una collina segue sempre la massima pendenza, oppure permette di studiare il cammino di un corpo in un campo gravitazionale (la cui soluzione è una traiettoria geodetica) e, come citato all’inizio, il fatto che il cammino della luce fra due punti è sempre quello che viene percorso nel tempo più breve (appunto il principio di Fermat). Sono talmente tanti i grandi scienziati che hanno contribuito, che mi limiterò a citarne alcuni (mi scuso per quelli trascurati): Fermat, Maupertuis, Eulero, Lagrange, Hamilton, Jacobi, Gauss e Hertz.
Anche le simmetrie nei problemi di fisica possono essere sfruttate al meglio usando il principio d'azione: per esempio, il teorema di Noether stabilisce che ad ogni simmetria continua in un problema di fisica corrisponde una legge di conservazione.
Questa profonda connessione matematica richiede tuttavia il principio di minima azione come presupposto.


Tornando a Fermat, nasce nel 1601, studia legge e diviene avvocato. Nel tempo libero si occupa di matematica. Precorre lo studio del calcolo differenziale e della teoria della probabilità, ma il campo dove è più noto è la teoria dei numeri: l’esempio più emblematico è “l’ultimo teorema di Fermat”.

Uomo brillante nella vita pubblica, conduce un’esistenza tranquilla come alto magistrato di Tolosa. Il desiderio di gloria e il rivendicare le proprie scoperte sembrano mancare a Fermat: a lui non piace neppure pubblicare, è sua abitudine scrivere le idee che gli vengono in mente sul margine del libro che sta leggendo.

Osservazioni su Diofanto costituisce una delle opere più importanti dei lavori di Fermat ed è dedicata alla teoria dei numeri. Si tratta di annotazioni che non suppongono quindi un lettore e presentano a volte serie difficoltà di comprensione. Vennero pubblicate postume e fu Samuel Fermat, uno dei suoi figli, che nel 1670, cinque anni dopo la morte del padre, le fece pubblicare a sue spese. Dopo quella edizione non ne furono più pubblicate altre fino al 1891. Come si è detto, costituisce una delle principali opere sulla teoria dei numeri, anche se Fermat tralascia spesso di dare la dimostrazione dei teoremi che enuncia.

Successivamente tutti i suoi teoremi sono stati dimostrati ad eccezione di uno rimasto famoso per secoli, secondo cui:

xn + yn = zn   non ammette soluzioni intere per n>2.

Fermat dichiara di avere una splendida dimostrazione, ma di non poterla dare a causa della ristrettezza del margine.

Pierre de Fermat non si allontanò mai dalla regione di Tolosa, ove era nato a Beaumont de Lomage e pochi sono gli avvenimenti significativi della sua vita. Dopo gli studi compiuti a Tolosa, entra a far parte della magistratura il 14 maggio 1631, si sposa con Louise de Long e conduce una vita tranquilla, ma fitta di scambi epistolari che tiene con i più grandi matematici e filosofi del suo tempo.

 
Qui però voglio ricordare, non il più famoso “ultimo teorema” che venne infine dimostrato da Andrew Wiles, dell'università di Princeton, nel 1995, ma “il piccolo teorema di Fermat”:
Np – N    0  (mod p)

dato un numero primo p  ed un numero intero N,  Np – N  è sempre divisibile per p.

Alcuni esempi:
132 – 13 = 156          è divisibile per 2;

  73 – 7 = 336             è divisibile per 3

Questo teorema viene utilizzato per il test di Fermat: uno dei primi test di primalità, che, come altri test usati normalmente, si propone di verificare non se un numero intero positivo è primo, ma se un numero dato non è primo.
In altre parole è condizione necessaria ma non sufficiente, permette di escludere, come numeri primi, quelli che non soddisfano il test, ma non è detto che quelli che lo passano lo siano.

Ad esempio: 

29 – 2 = 510    che diviso 9    ha resto 6      cioè      29 – 2    6  (mod 2)

27 – 2 = 126    che diviso 7    ha resto 0      cioè      27 – 2    0  (mod 2)

dal test si ricava che 9 non è un numero primo, mentre 7 potrebbe esserlo.
 

44 gatti

Questa settimana, all’età di 91 anni, se ne è andato il maestro Giuseppe Casarini che ha fatto cantare tutti i bambini per quasi 50 anni. E’ difficile pensare ad un'altra canzone che abbia attraversato le varie generazioni come quella che vinse lo Zecchino d'oro del 1968, staccando di un solo punto l’altro famoso brano Torero Camomillo.

Il ritornello: “44 gatti in fila per 6 col resto di 2” mi dà lo spunto per citare un problema che può essere risolto applicando il piccolo teorema di Fermat.

 
Un numero N di gatti cerca di mettersi in fila per 2, ma si ha il resto di 1, in fila per 3 il resto è di 2, per 4 il resto è 3, per 5 il resto è 4, per 6 il resto è 5 ed infine per 7 il resto è finalmente 0.    Qual è il numero N di gatti?
 

Non lo risolveremo con i passaggi corretti, ma cercherò di darne una spiegazione più intuitiva.

In fila per 2 ne avanza 1, quindi il numero è dispari.
In fila per 5 ne avanzano 4, quindi termina per 9 (o per 4, che però non è dispari).
In fila per 7 ne avanzano 0, quindi il numero è multiplo di 7.


fila
resto
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
7
0
7
49
119
189
259
329
399
469
539
609
679
749
819
889
959
1029
1099
1169
1239
6
5
11
29
59
89
119
149
179
209
239
269
299
329
359
389
419
449
479
509
539
5
4
9
19
29
39
49
59
69
79
89
99
109
119
129
139
149
159
169
179
189
4
3
7
19
39
59
79
99
119
139
159
179
199
219
239
259
279
299
319
339
359
3
2
5
29
59
89
119
149
179
209
239
269
299
329
359
389
419
449
479
509
539
2
1
3
9
19
29
39
49
59
69
79
89
99
109
119
129
139
149
159
169
179

In tabella sono riportati tutti i possibili risultati che possono soddisfare le varie disposizioni. Dalla quarta colonna sono stati riportati solo i valori che finiscono per 9.

Si vede così che il primo numero che soddisfa le richieste è N = 119.

Non è però l’unico, il minimo comune multiplo dei numeri da 2 a 7 è 420, e sommando 420 a 119 si ottiene 539, che risulta anch’esso soluzione del problema come 959, 1379, ecc.


Soluzione alternativa: un modo semplice di risolvere il problema è il seguente (simile a quanto fatto nel post 41. 17 Cammelli).
Visto che aggiungendo 1 solo gatto si possono completare le fila per 2, 3, 4, 5 e 6, si ha che N+1 deve contenere il minimo comune multiplo di questi numeri, cioè 60.
Ma 60 – 1 = 59 non è divisibile per 7. Proviamo allora con il doppio e possiamo così verificare che in questo caso sono soddisfatte tutte le condizioni richieste.

 


(Aritmetica di Diofanto Alessandrino, libro 2, questione 8)
 
Dividere un quadrato dato in due quadrati
 
Non è, invece, possibile dividere un cubo in due cubi, o un biquadrato in due biquadrati, ne’, in generale, dividere un’altra potenza di grado superiore al secondo in due altre potenze dello stesso grado: della qual cosa ho scoperto una dimostrazione veramente mirabile, che non può essere contenuta nella ristrettezza del margine.

sabato 16 maggio 2015

186. Notti senza stelle

Il pianeta Kalgash è illuminato da 6 soli ed il Buio è sconosciuto. Il Culto, una setta religiosa, profetizza che l'Oscurità e l'apparizione delle stelle annunceranno la fine del mondo. Le ricerche archeologiche sembrano indicare un carattere ciclico della storia del pianeta: una successione di civiltà giunte a vertici paragonabili a quella dell'epoca del racconto e tutte sistematicamente scomparse.
La Legge di Gravitazione Universale, appena scoperta, permette di ipotizzare l'esistenza di una luna e di un'eventuale eclissi di uno dei soli, quando tutti gli altri cinque sono tramontati. Questo eventuale Buio porterebbe certamente ad uno stato di follia collettiva.
Seguendo il filo di questa trama, un giovane Isaac Asimov nel 1941 descrive gli ultimi giorni degli abitanti della città di Saro nel racconto: Notturno (Nightfall).
 

Provate ad immaginare come sarebbe la nostra idea dell’Universo se il cielo fosse sempre coperto dalle nuvole. Ad una cert’ora del mattino cominceremmo ad avere una luce diffusa e dopo un po’ di ore di luce tornerebbe il buio. Non avremmo un riferimento che ci indichi il momento del giorno o della notte (Sole, Luna o stelle) e non conosceremmo neanche le ombre dei vari oggetti esposti al Sole. Oltre a non conoscere il fascino di alcuni tramonti, le meridiane non sarebbero state inventate.

Avremmo lo stesso qualche indizio che potrebbe fornirci qualche elemento: i materiali magnetici che si orientano secondo una certa direzione, i pendoli che tendono ad avere un moto rotatorio e la relazione che lega i periodi dell’anno dove le giornate sono più calde, con il fatto che sono anche più luminose e la durata del giorno è maggiore.

E’ grazie alla diversa posizione delle stelle alle diverse latitudini, che i filosofi greci riuscirono ad ipotizzare la sfericità della Terra.
O, in seguito, all’osservazione dell’ombra della Terra proiettata sulla Luna durante un’eclissi lunare.
Ed, infine, all’orizzonte che ci appare curvo con le navi che ad una certa distanza dalla riva scompaiono alla vista dell’osservatore, fornendo un chiaro indizio della curvatura della Terra, forse non avremmo potuto osservarlo così di frequente, in quanto poche persone si sarebbero avventurate in mare aperto senza poter contare sull’aiuto delle stelle per potersi orientare.


Il fisico francese Gaspard Gustave de Coriolis nel 1835 mostrò che un osservatore posizionato su un sistema di riferimento rotante si troverà a dover fare i conti con forze (di Coriolis) che dipendono, oltre che dalla velocita angolare, dalla direzione e dalla velocità del corpo. Queste forze fittizie sono alla base della formazione dei sistemi ciclonici o anticiclonici nell'atmosfera.

Per ricordare il senso di rotazione del fenomeno si può usare questo semplice schema mnemonico (valido solo nell'emisfero settentrionale):

·         Anticiclone (alta pressione)          >>>     Senso orario

·         Ciclone  (bassa pressione)           >>>     Senso antiorario
 

Effetti della forza si manifestano anche in fisica atomica (nelle molecole poliatomiche il cui moto molecolare può essere descritto come una rotazione rigida più una vibrazione delle parti attorno alla posizione di equilibrio) e questo produce una particolare confusione, nello spettro molecolare, tra i livelli rotazionali e vibrazionali.

Gli insetti del gruppo dei ditteri e dei lepidotteri utilizzano due minuscole strutture vibranti sui fianchi del corpo per percepire gli effetti della forza di Coriolis.
Questi organi svolgono un ruolo chiave nell'abilità degli insetti nel volo acrobatico.


L’esempio più noto è il Pendolo di Foucault.
 


Si tratta di un alto pendolo libero di oscillare in ogni direzione per molte ore. Il primo pendolo di Foucault fu presentato al pubblico nel 1851 ed era costituito da una sfera di 28 kg sospesa alla cupola del Pantheon di Parigi con un filo lungo 67 m. In un sistema inerziale, avrebbe tracciato linee sempre nella medesima direzione, ma così non fu.
Alle varie latitudini della Terra, tranne che lungo la linea dell'equatore, si osserva che il piano di oscillazione del pendolo ruota lentamente. In particolare al Polo Nord e al Polo Sud la rotazione avviene in un giorno siderale: il piano di oscillazione si mantiene fermo mentre la Terra ruota, in accordo con la legge del moto di Newton.
Alle altre latitudini il piano di oscillazione ruota con un periodo inversamente proporzionale al seno della latitudine stessa; a 45° la rotazione avviene ogni 1,4 giorni, a 30° ogni 2 giorni e così via.

La forza di Coriolis viene anche utilizzata nei moderni giroscopi che utilizzano sensori allo stato solido con tecnologie MEMS (Micro-Electro-Mechanical Systems).

Certo è che se senza l’aiuto delle stelle la concezione del mondo e dell'Universo sarebbe stata sicuramente differente.
 
 
 

http://it.wikipedia.org/wiki/Orizzonte
http://it.wikipedia.org/wiki/Sfericit%C3%A0_della_Terra
http://astrocultura.uai.it/fantascienza/notturno.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Forza_di_Coriolis
 


lunedì 6 aprile 2015

185. Vincent – Notte Stellata

                                                     And if the cloud bursts, thunder in your ear
                                                     You shout and no one seems to hear
                                                     And if the band you're in starts playing different tunes
                                                     I'll see you on the dark side of the moon.

                                                   Roger Waters - Brain Damage



Starry, starry nights
Paint your palette blue and grey
Look out on a summer's day
With eyes that know the darkness in my soul

Shadows on the hills
Sketch the trees and the daffodils
Catch the breeze and the winter chills
In colors on the snowy linen land

Now I understand
What you tried to say to me
And how you suffered for your sanity
And how you tried to set them free
They would not listen, they did not know how,
Perhaps they'll listen now

Starry, starry night
Flaming flowers that brightly blaze
Swirling clouds in violet haze
Reflect in Vincent's eyes of china blue

Colors changing hue
Morning fields of amber grain
Weathered faces lined in pain
Are soothed beneath the artist's loving hand

Now I understand
What you tried to say to me
And how you suffered for your sanity
And how you tried to set them free
They would not listen, they did not know how,
Perhaps they'll listen now

For they could not love you
But still your love was true
And when no hope was left inside
On that starry, starry night
You took your life as lovers often do
But I could have told you, Vincent,
This world was never meant for one as beautiful as you

Starry, starry night
Portraits hung in empty halls
Frameless heads on nameless walls
With eyes that watch the world and can't forget
Like strangers that you've met
The ragged men in ragged clothes
The silver thorn, the bloody rose,
Lie crushed and broken on the virgin snow

Now, I think I know
What you tried to say to me
And how you suffered for your sanity
And how you tried to set them free
They would not listen, they're not listening still
Perhaps they never will.
                                                  Don McLean - Vincent


Vincent van Gogh realizzò più di 900 dipinti e 1100 disegni, nonostante il fatto che visse solo 37 anni. Soffriva di una forma di epilessia e di una tendenza maniacale a scrivere e a dipingere. Nel mese di gennaio 1889 fu dimesso dall'ospedale di Arles, nel quale era stato ricoverato dopo l'incidente dell'orecchio.
Ma l'artista sentiva di non essersi ripreso del tutto: la sua salute mentale non era ancora integra. Così, a maggio, chiese asilo all'ospedale psichiatrico nei pressi di Saint Rémy in Francia. Fu qui che dipinse alcune delle sue opere più celebri, come "Notte stellata".

http://it.wikipedia.org/wiki/Notte_stellata

Notte stellata” è un dipinto a olio su tela (92x73 cm), realizzato nel 1889 e conservato nel Museum of Modern Art (MoMA) di New York.

Le immagini mostrate sotto, indicano quali costellazioni sono presumibilmente raffigurate nei dipinti e sono state prese dalla rivista online Elapsus:



 

Notte stellata sul Rodano  -  1888
  













Vincent, il brano musicale di Don McLean riportato sopra, è tratto dall'album American Pie del 1971. E’ anche noto come Starry Starry Night.
Le parole della prima strofa sono un chiaro riferimento al dipinto Notte stellata.
E’ possibile ascoltarlo al seguente link di YouTube: