lunedì 19 gennaio 2026

280. Occhiali

Quando con l’avanzare degli anni si comincia a far fatica a leggere, il primo paio di occhiali si acquista di solito dall’ottico, poi, continuando a perdere diottrie, si comprano altri occhiali, dall’ottico, in farmacia o dove capita di trovarne un paio che ci piaccia, magari di un colore diverso, anche per distinguerli. E così, con mezza diottria alla volta, ci ritroviamo con almeno 5 o 6 paia di occhiali: in macchina, in ufficio, nel box o sparsi per casa.

Questa graduale perdita del potere di accomodazione del cristallino con l’età si chiama presbiopia; si, vede bene da lontano, ma sempre più sfocato, via via che l’oggetto si avvicina. Per correggere la presbiopia occorre compensare con lenti convergenti.

 

Ma come si fa a capire quante diottrie hanno questi occhiali quando il numero non è presente o si è cancellato?

 

Un pezzo di vetro (o altro materiale) trasparente delimitato da 2 superfici sferiche forma un sistema ottico chiamato lente. Il termine sottile si aggiunge quando la distanza tra le 2 superfici è piccola rispetto ai loro raggi di curvatura.

La teoria delle lenti sottili in aria (o nel vuoto) è abbastanza facile da formulare.

Per il fine di questo post, interessano solo le lenti convergenti, del tipo che si comprano in farmacia, caratterizzate da un maggior spessore della parte centrale rispetto alle parti periferiche. Il loro nome deriva dalla proprietà che esse possiedono di far convergere in un punto un fascio di raggi luminosi paralleli. Un raggio luminoso che intercetta una lente subisce il fenomeno della rifrazione per due volte. La prima volta entrando dall’atmosfera nel vetro e la seconda volta uscendo dal vetro nell’aria.

 

Assegnata una lente sottile convergente, le distanze p e q (rispettivamente dell’immagine e dell’oggetto/sorgente dalla lente) e la distanza focale f della lente sono legate dalla relazione fondamentale

 

 

Questa relazione prende il nome di equazione delle lenti sottili. Con essa, se conosciamo la distanza focale f della lente e la distanza q della sorgente dalla lente, siamo in grado di calcolare a quale distanza p si forma l’immagine.

Il rapporto 1/f è chiamato potere diottrico della lente e (se la distanza focale è espressa in metri) viene espressa in diottrie. La sua unità di misura è pertanto m-1.

Ad esempio, una lente con distanza focale f = 40 cm = 0,40 m, ha un potere diottrico di 1/0,40 = 2,5 diottrie. Il potere diottrico si considera positivo per le lenti convergenti, negativo per quelle divergenti.




Se l’oggetto A’B’ è situato tra il punto P2 e l’infinito (quindi q > 2f) l’immagine AB è compresa tra il fuoco F1 e P1, cioè distante dalla lente di una quantità p minore di 2f, ma maggiore di f  (f < p < 2f).

Se l’oggetto A’B’ è lontano (o all’infinito) i raggi che giungono alla lente risultano quasi paralleli e l’immagine AB sarà sul piano focale passante per F1 (p = f).



Veniamo ora al metodo per determinare il numero di diottrie.

 

Se siete in una stanza con un muro libero di fronte alla finestra, potete appoggiare gli occhiali su un ripiano e posizionarli ad una distanza che permetta di mettere a fuoco la finestra sul muro come mostrato nella foto




A questo punto si può confrontare il paio di occhiali con diottrie ignote con un altro paio di cui conosciamo il valore, o più semplicemente misurare la distanza p dal muro



Ad esempio, se la distanza è poco più di 50 cm avremo un paio di occhiali da 2 diottrie

 


 

I Decimi sono l'unità di misura dell'acutezza visiva o visus, ovvero la capacità dell'occhio di distinguere dettagli su un ottotipo (la tabella dei numeri/lettere). 10/10 è la vista "normale" (si vedono tutte le righe), ma si può arrivare anche a 11/10 o più con una buona correzione. 

La differenza principale è che i decimi (o 10/10) misurano la qualità della vista (quanto si vede bene), mentre le diottrie misurano il potere della lente correttiva necessaria per raggiungere quella qualità (es. -2 diottrie), sono due scale diverse e non proporzionali. Un paziente con un difetto elevato in diottrie può vedere pochi decimi, e viceversa, ma non c'è un rapporto matematico diretto; le diottrie indicano la potenza dell'ausilio, i decimi la performance dell'occhio.

 

 

 

Acutezza visiva - Wikipedia

Ottica - Wikipedia

Occhiali da vista - Wikipedia

Dioptre - Wikipedia

Zibaldone Scientifico: 236. Lenti sottili

 

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